Tre Scritti Minori

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Il volume è scritto su pergamena di vitellino, si è speculato possa essere frutto di una compilazione avvenuta tra XI e XIII secolo in base a scritti più antichi. Se ne perdono le tracce nel corso del XVII secolo. Secondo il bibliofilo Hans Horwald (1770-1863) il testo sarebbe passato dalla Collezione del Magravio di Brandeburgo a quella di Anna Maria Luisa di Lorena. In base al catalogo di Giacomo Bersaille, composto sulla base di testimonianze trecentesche, l’opera presenta una singolare rilegatura dei tre scritti in un unico volume. Nel corso della sua storia travagliata è probabile sia passato da una edizione in 205 fogli per un totale di 410 pagine, a una ridotta, per poi essere di nuovo accresciuto verso la fine del XIII secolo. Fanno da corredo al testo una notevole quantità di illustrazioni a colori, miniature e xilografie, ritraenti i soggetti più svariati: proprio i disegni lasciano intravedere la natura del manoscritto, venendo di conseguenza scelti come punto di riferimento per la suddivisione dello stesso in diverse sezioni, a seconda del tema delle illustrazioni. In particolare è stata resa nota, attraverso un estratto edito da Manuzio, la Sezione Prima, detta astrologica o astronomica, la quale presenta 25 diagrammi che sembrano richiamare delle stelle. Subito dopo questa sezione vi è un foglio ripiegato nove volte, raffigurante nove medaglioni con immagini di stelle o figure vagamente simili a cellule, raggiere di petali e fasci di tubi.

Tre Scritti Minori

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