Sulle Discipline

Disciplina è un termine invalso nel dibattito tra XVII e XVIII secolo, all’apogeo di notorietà della genealogia i Cinque Pilastri. Con questa categoria si andavano a classificare delle facoltà considerate “irrazionali” o “extra-naturali” di cui i Fratelli erano, tuttavia, dotati. È evidente in questa sistematizzazione l’influsso del secolo dei Lumi, prima di allora, infatti, il concetto di natura era più esteso, comprendendo l’intero essere dei non-morti. Alcuni eruditi tra i Fratelli (riuniti in quello che verrà chiamato Circolo di San Lazzaro) ipotizzarono una dualità interna all’esistenza dei Vampiri, per la quale essi sarebbero sottoposti a una doppia giurisdizione, una fenomenica-naturale, l’altra mistica-logica. Sarebbe proprio quest’ultima a fondare le sunnominate Discipline. A secondo dello studioso consultato il numero delle discipline muta, come la loro gerarchia: si passa dalle sette censite da Edmund Bathory con le facoltà da lui denominate “Maiestas” e “Gratia” considerate “superiores” rispetto alle altre, alla tassonomia di Leshrac, che ne individua 32 e non ne privilegia nessuna. Questa diversità numerica può essere spiegata sia considerando le conoscenze del Fratello in questione, che potrebbe ignorarne qualcuna, sia in base al criterio con il quale si definiscono le Discipline (a rigore di logica anche la rigenerazione dei fratelli può essere considerata facoltà extra-naturale, ma quasi nessuno l’ha mai considerata una Disciplina), sia, infine, alla difficoltà di discernerle l’una dall’altra. Esemplificativamente: come accade in sede biologica, lo stesso tratto fenotipico (capelli biondi) può essere determinato da alleli differenti (da differenti geni), così medesimi effetti potrebbero avere origine diversa. Prima del concetto di disciplina, e successivamente alla sua fama, ebbe grande influenza quello di Dono, declinato o come Dono di Caino, di Lilith o anche al di là di ogni identificazione. I Fratelli sarebbero oggetto di un “Dono”, la loro stessa esistenza eterna, rispetto alla mortalità di ogni altra cosa e creatura, assume i tratti di una grazia, di una donazione infinita. In questo senso sono diffusi i miti prometeici per il quale Caino, ad esempio, avrebbe sottratto i segreti di Lilith per donarli alla sua progenie, o Lilith li avrebbe rubati alla Tenebra, al Minothorgon, o Set ad Apep, e così via. In ogni caso i Fratelli sembrano considerare ogni conquista ottenuta come frutto di un Delitto o di una Colpa mitica: dalla loro natura, alla loro società, ai loro poteri.

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