Sui Clan e sulla Discendenza

La prima nozione moderna di Clan è rintracciabile nell’Opera Cinque Pilastri Di Raimondo de la Vaquez, secondo quanto scritto nel Libro III, esisterebbero dodici o tredici “Patres” (padri) discendenti dal medesimo “Avus”, da cui conseguirebbe la costituzione di altrettante “Familias”. Per quanto il Libro di Nod non compaia direttamente in questa descrizione è evidente la sua influenza, dove il ruolo dell’Avus è svolto da Caino e quello dei “Patres” dagli Antidiluviani. Tuttavia non sono poche le differenze tra i due testi, non ultima il criterio di distinzione delle varie Familias, chiamate anche clan dopo l’Accordo di Thorn. Se per il libro di Nod si tratta di “Familias” misticamente differenziate, a seconda del peccato commesso contro Caino dai tredici Antidiluviani, per Raimondo de la Vaquez le distinzioni sono per lo più di ordine storico, politico e culturale. D’altronde nel corso dei secoli sono sorte dispute feroci circa le filiazioni, i legami di parentela, e l’origine del proprio lignaggio.

*Approfondimento Storico *

Particolarmente famoso è il caso della città di Granada, controllata per diversi secoli da Krassimir, progenie di Synesios che si diceva discendente di Anis di Cartagine. Secondo antiche testimonianze storiche Anis era l’unica infante di Troilus, una creatura ancestrale che controllava le sponde settentrionali dell’attuale Marocco e quelle Meridionali della penisola iberica, in una estensione territoriale che comprendeva Granada stessa. Secondo l’Antica Legge, per la scomparsa dei suoi antenati, Krassimir ereditava Granada e la poco distante piana di Ajuil. Nel X secolo d.C. l’autorità di Krassimir fu contestata da Flavus Petrus Fortunato, il quale dichiarò bastarda la sua discendenza, asserendo che Synesios non era altro che uno schiavo, una preda di Anis adottato negli anni precedenti e di sangue ignoto. La contesa prosegue tuttora.

Alcune precisazioni.

La nozione di Clan implica un rapporto di influenza politica, mistica e di sangue, ovvero che al medesimo progenitore un’intera schiatta sia legata a livello politico, mistico e sanguineo secondo multiplee linee di Fratelli da lui direttamente discendenti. La nozione di Familias, invece, implica solamente un rapporto di influenza politica e di sangue. Si sarebbe portati a ritenere, allora, gli infanti ribelli ormai scampati alla costrizione del proprio Clan, dei Senza-Sangue, come alcuni di loro si definiscono provocatoriamente. Tuttavia, è difficile provare che un determinato Fratello sia effettivamente libero dal controllo dei suoi Avi. D’altraparte, come l’esempio di Granda prova, tracciare la propria discendenza può essere veramente difficile. La maggior parte dei fratelli hanno difficoltà a risalire fino al sire del sire del proprio sire. In periodo tardomedievale, quando la nozione di Clan non esisteva ancora, si definiva di Lignaggio Puro chiunque riuscisse ad esibire una discendenza dagli Antichi Vampiri che dimorarono a Roma, ad Atene, a Cartagine, a Babilonia o nella città di Ur. Questa tradizione persiste ancora nel testo di Raimondo de la Vaquez, chiamato i Cinque Pilastri proprio per questa ragione. Nel Libro I si afferma infatti che “Tutte le Familias discendono direttamente dai sovrani delle cinque città che controllarono il Mondo” (Raimondo de la Vaquez, Cinque Pilastri, I, 23-24). Chiunque non potesse vantare una simile genealogia, era pertanto definito un “Senza Lignaggio”, “Senza-Sangue” o “Senza-Stirpe”, chi, invece, riusciva a nominare con una certa sicurezza un proprio antenato, ma solo _probabilmente _ discendente dai sovrani delle cinque città, poteva al massimo definirsi di “Sangue Impuro” o “Incertus”. Dopo la Fondazione della Camarilla e l’Accordo di Thorn la nascente setta ha cercato di formalizzare la complicata situazione adottando come guida l’opera di de la Vaquez e riconoscendo Tredici Grandi Famiglie, o Tredici Grandi Clan. Tuttavia, s’ingannaerebbe chi ritenesse questo paradigma il più diffuso o il più sicuro, all’interno della stessa Camarilla molti Fratelli rifiutano questa sistemazione, inoltre, nelle Corti o nelle riunioni Formali il Concetto di Clan figura ancora come troppo giovane, o troppo impreciso, e gli viene preferito quello di Discendenza.

Un breve lessico.

Discendenza: è un concetto cruciale, con determinanti valenze morali, storiche e politiche. Infatti si instaura un rapporto biunivoco tra Avo e Progenie. Un Avo illustre è un importante vantaggio politico, parallelamente, una discendenza di Prestigio accresce, di riflesso, l’influenza dell’Avo. Ma quando un fratello può dirsi Avo? Quando si può dire che inizia una nuova discendeza? La questione è estremamente sottile. Solitamente qualunque Fratello raggiunga una notevole influenza può cominciare a vantare una propria “discendenza” senza risultare ridicolo. Esempio: Katherine di Montepellier poteva vantare di discendere da Michele, Primo Triumviro e Patriarca di Costantinopoli, ma dopo l’importante ruolo svolto nel controllo di Parigi durante il XII secolo d.C. il suo nome divenne via, via più famoso in Europa, tanto che la sua progenie poteva presentarsi direttamente come della “discendenza di Montepellier”. A questo punto la discendenza di Montepellier era due volte più rinomata, inanzitutto perché derivante da Michele e poi per l’influenza di Katherine. In questo caso si può dire che la Linea di Sangue abbia due Avi. In linea teorica una discendenza potrebbe essere composta unicamente da Fratelli di estrema importanza, e ognuno di loro definirsi “discendente” del più vecchio, o di qualcuno a cui si sentono simbolicamente più affini, o che nel caso specifico sarebbe meglio nominare in vece di un altro. È importante ricordare che una presentazione corretta può modificare radicalmente gli esiti di una seduta a Corte. Esempio: Attalo, infante di Bindusara, infante di Maltheas, del Sangue di Veddartha potrebbe presentarsi ad Alessio Rinaldi come della discendenza di ognuno dei suoi ben conosciuti Avi. In quanto antichissimo dirsi del Sangue di Veddartha risulterebbe troppo impreciso e arrogante, mentre tra Bindusara e Maltheas, per l’equanime valore dei due, non vi sarebbe alcuna preferenza; tuttavia Maltheas è più antico, dunque Attalo potrebbe presentarsi come della discendenza di Maltheas, e infante di Bindusara. Però, Attalo sa bene della faida che oppose il sire di Alessio Rinaldi e Maltheas, per quanto ignori quali siano i rapporti del Principe Rinaldi con il proprio Avo, dunque, prudentemente, si definisce Infante di Bindusara, del Sangue di Veddartha. Non tanto perché speri che Alessio non sappia di quale discendenza sia Bindusara, ma per manifestare distacco da Maltheas stesso. In questo caso nominare l’Antico Veddartha non è fuori luogo, essendo ben nota la discendenza di Bindusara, e venendo mitigata l’ancestrale distanza con Veddartha, dalla relativa vicinanza con il proprio sire.

Linea di Sangue: Un concetto simile a quello di discendenza, ma più specifico, nella discendenza, infatti, si implicano diverse linee di sangue. Esemplificativamente: Katherine di Montepellier è della Discendenza di Michele ( o della Progenie di Michele ) attraverso Theophano, infante di Paulus Bathalos. Beatrice, infante di Katherine, potrebbe definirsi della Progenie, o della Discendenza di Michele, e della Linea di Katherine. Carel van den Driessche, un altro ben noto infante di Theophano, potrebbe presentarsi come della Progenie di Michele e della Linea di Theophano, ma i suoi infanti, chiaramente, non potrebbero dirsi della linea di Katherine.

Progenie: spesso, semplice sinonimo di Discendenza.
Sangue, del: sinonimo di Discendenza.

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