Vittorio Lamordia

Principe di Berlino

Description:
Bio:

Sire sconosciuto

1848, Vittorio Lamordia, nel corso del “Putsch della Cattedrale” distrugge il vecchio principe di Berlino: Breidenstein, il cui regno durava ininterrotto dal 1690. Breidenstain si era guadagnato l’inimicizia del Circolo Viennese dei Sette distruggendone l’ambasciatore, Dylan Dorfman, per essersi presentato una notte in ritardo. L’Alleanza con L’Immortale Loggia di Vienna ha consentito a Vittorio la conquista del Trono di Berlino, ma ormai sembra stanco dei suoi vecchi alleati e pronto a disfarsene.

Caratteristiche:Il principe alterna momenti di estrema cortesia a un’aggressività improvvisa e feroce, fervidamente attaccato al suo dominio non è escluso sia pronto alle alleanze più imprevedibili pur di mantenerne il controllo. Abile pianista e ballerino, amante del gioco d’azzardo, leggenda vuola sia stato pronto a giocarsi il controllo della città durante una partita a Faraone.

Aspetto: Sui diciotto anni, esile, corti capelli neri pettinati secondo la moda corrente, occhi profondamente scuri. Predilige indossare smoking di panno e camice di seta bianca.
Rifugio: La Corte si riunisce nel Duomo di Berlino, a Colln.

Informazioni Riservate per Claire e Cobalt

Sembra che il Principe sia coinvolto in un gioco pericoloso, dove prudenza e audacia si mischiano in egual misura. Per quanto formalmente legato alla Camarilla e alla Loggia Viennese, ospita come persona di riguardo Reinhardt von Kleist, infante di Leshrac, un vero e proprio agente del Sabbat. Simultaneamente, lascia che la periferia della sua città venga infestata da un branco, i Divoratori di Carogne, che sembrano prendere ordini dal Reggente in persona, o da uno dei suoi alti ufficiali, probabilmente dall’Arcivescovo di Norimberga, Darvag Grozny, nemico giurato di Leshrac. In questo inteccio la presenza del quaesitor, Janus Varga, è un ulteriore complicazione. Difficile capire se l’apparente passività del principe, nel bel mezzo della scomparsa di alcuni Primogeniti, sia segno di debolezza o di una macchinazione progettata con genio.

Vittorio Lamordia

Il Giardino della Fame Haematinon